Giubileo eolico

Il barattolo di “Bora in scatola” ha venticinque anni. L’Associazione Culturale Museo della Bora sta per compierli. Nacque tutto per gioco, il 1° aprile 1999, con un barattolo pieno di refoli ideato grazie all’aiuto dell’illustratore Stefano Mainardis e grazie alla complicità della Libreria Transalpina che adesso ci manca tanto e che fu un prezioso giacimento di spunti di vento. 

Alessandro ed Elena ci mancano tanto.

Fu da quel souvenir che nacque l’idea del museo. Qualche mese dopo fondammo l’Associazione Museo della Bora e finimmo rapiti dal mondo di Eolo. Il Magazzino dei Venti ha appena festeggiato i vent’anni. Siamo nel pieno degli anni venti! Continuate a seguirci, sono in arrivo nuovi sventolii. Diciamocela tutta: non ci piace la calma piatta. Ci piace la piattaforma di nome vento!

Adoriamo quel mondo invisibile fatto di refoli, folate, soffi, aliti, respiri, azioni, giramenti, giri d’aria, correnti, mulini e mulinelli, tornadi e turbinii. Ispirazioni. Poesia. E sia! E chi più ne ha più ne brezza!

Un mondo che nel nostro piccolo cerchiamo di rendere sempre più visibile, senza troppi giri di parole, ma con giri di girandole, giravento, segnavento, feste del vento da segnare, interventi, interviste a caccia di memorie, ricordi di bora dannata e d’annata. Venti vicini, venti vintage, venti lontani, ma i più strani sono sempre i venti di domani.

Abbiamo creato itinerari per far scoprire la bora a chi viene da fuori e farla riscoprire da chi la conosceva già. Abbiamo fatto diventare turistico il vento con la soddisfazione di presentare la bora come esperienza multisensoriale totale, una leggiadra attrazione culturale per i più curiosi in visita alla città. Abbiamo fondato una piccola biblioteca del vento, e qualche volta nei libri ci finiamo dentro! Abbiamo ideato un archivio molto ambizioso, desideroso di raccogliere tutti i venti del mondo. Ma anche qualcheduno di meno!

E poi ci sono gli incontri, le persone, tutte diverse, tutte uguali, che parlano con il riso e il sorriso. Amici, complici, perfino ambasciatori eolici!

Bora matta, bora mata, Boramata!  La bora nello stesso tempo un po’ fa paura, un po’ fa ridere. Ma a noi piace tanto, come tutto il vento. Siamo diventati amici del föhn, del maestrale, del mistral, del meltemi, e di tanti altri aerei movimenti che con la bora hanno in comune il fatto di essere sullo stesso pianeta, proprio come noi umani. Non ci piacciono i confini, e non solo quelli geografici. Siamo indisciplinati nel mettere insieme discipline diverse. Ma col vento si può. E la nostra è un’istituzione leggera, proprio come un soffio. Vitale. Vivace. Che unisce le generazioni. Venti e viventi. Ci piace mettere insieme i grandi con i piccini. Tanti ce lo scrivono anche sul libro delle visite: grazie di averci fatto tornare bambini! Ed è forse questa la cosa più bella!

P.S. Adesso l’Associazione Culturale Museo della Bora è un’APS!